05 Dicembre 2022
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Storica intervista al mister Enzo Montagnini

LA NOSTRA STORIA
scritto da il 02-07-2022 16:20
L'allenatore Enzo Montagnini
Gli anni ´60 e ´70 sono caratterizzati dalla presenza di Enzo Montagnini che per circa vent'anni sarà al centro delle vicende della Guidonia sportiva rappresentata dalla ormai prestigiosa Lauretana.
L´assetto societario, grazie all'abilità del dottor Tullio Sensi, aveva raggiunto livelli gestionali di tutta tranquillità, il che ha consentito di partecipare ai vari campionati sempre con ottimi risultati nel rispetto della correttezza dei bilanci ottenendo la valorizzazione dei giovani e della loro formazione morale ed umana, scopo primario dell'attività societaria.
In questo quadro la stagione 1963/64 si apre con una novità. Il signor Antonio Bruno, che fin dalla sua nascita era stato il più qualificato rappresentante della Lauretana, circuito dalla lusinghe del signor Edino Innocenti (il quale fortunatamente in futuro cambierà idea passando al Guidonia, ndr), presidente dinamico e capace, decide, per sua libera scelta, di passare alla concorrenza approdando all' As Villalba.
Il fatto provocò qualche attimo di smarrimento in seno al Direttivo della società che tuttavia, valutata con la consueta serenità la situazione, stabilì di affidare la responsabilità tecnica della squadra maggiore ad Enzo Montagnini.
In realtà c´era già stato un tentativo di rinnovamento per quanto riguardava la guida tecnica della prima squadra. Infatti nella stagione 1960-61 la stessa venne affidata a Michele Foglia, un ex giocatore del Guidonia dotato di forte prestigio e personalità. Ma durò poco. Gli succedette il maresciallo Adamo Baciotti che terminò la stagione e che, negli anni a seguire, si occuperà delle squadre giovanili ottenendo lusinghieri risultati soprattutto in relazione alla loro formazione educativa sia al corretto comportamento da tenere in campo e fuori dal campo.
Baciotti è stato un maestro esigente, molto attento ai problemi dei ragazzi che dai suoi insegnamenti hanno tratto preziosi benefici per il loro futuro di sportivi e di uomini.
Montagnini ha già alle spalle notevoli esperienze a livello giovanile maturate con la "sua" squadra Juniores con la quale aveva vinto diversi campionati tiburtini, uno dei quali attraverso un drammatico spareggio giocato al Todini di Villalba contro l´Attilio Ferraris e vinto per 1-0 con una splendida rete del piccolo Decini.
In quel periodo egli ha visto crescere più di una generazione di ottimi calciatori che saranno, negli anni successivi, la sua carta vincente.
Montagnini è giovane, intelligente, culturalmente preparato e molto, molto ambizioso. Vi riproponiamo una intervista apparsa sull'annuario del 1991 del Guidonia.
Che ricordi ha del periodo trascorso alla guida tecnica della Lauretana?
"Splendidi, eccezionali. E´ stato un periodo della mia vita molto bello, intenso, vissuto tra forti emozioni e grandi soddisfazioni. Mi sono sentito realizzato, felice. Avevo già maturato alcuni anni alla guida dei giovani ed il salto alla prima squadra non fu che la logica conseguenza del lavoro fatto in precedenza. Godevo della più ampia fiducia dei dirigenti, dell´ambiente e soprattutto dei ragazzi".
Tuttavia l´impatto con la prima squadra fu difficile. Presentò molti problemi?
"Ma no. Non direi. Era andato via il signor Bruno insieme al quale avevo consumato molte esperienze. Era la stagione 1963-64 con la squadra in Prima Categoria, all'epoca un campionato molto difficile ed impegnativo. Per prima cosa mi liberai di alcuni soggetti "forestieri" che nella precedente stagione avevano giocato con noi ma il cui rendimento non era stato soddisfacente. Tulli, Screponi, Savi, Antonacci. Rimase il solo Angelini. Un ragazzo biondo, grande e grosso ma tanto buono. Furono inseriti nella rosa alcuni miei gioielli: D'Andrea, Leonardi, Terlizzi, Caldarola, Di Vittorio, Lobascio ed ottenni dalla società l´acquisto di quel grande portiere che era Salvatore Fracchiolla, un tipo che si arrabbiava anche quando subiva gol in allenamento. Peccato avesse già oltre trent´anni".
Poi accadde l´imprevisto. Quando si dice il destino?
"Un giovedì, durante la consueta seduta di allenamento, si presentarono al campo due militari di leva in servizio nel nostro aeroporto. Mi chiesero di potersi allenare con noi. Nel corso della partitella con la squadra ragazzi notai che uno dei due, l'altro non andava preso in considerazione, era un elemento piuttosto interessante e cominciai ad osservarlo con molta attenzione. Libero di ruolo, forte nel gioco aereo, fisicamente a posto, molto grintoso. Finito l´allenamento ebbi con lui un lungo colloquio al termine del quale lo invitai a tornare il giorno successivo, venerdì, perché desideravo esaminarlo, da solo, sotto il profilo caratteriale e dei fondamentali. Mi convinse. Ne parlai, ovviamente, in società. Procedemmo all´immediato tesseramento e cominciai a pensare di farlo esordire la domenica seguente in cui era in calendario Laurentina-Pro Tivoli, un derby che si presentava in toni molto vivaci. Rischiai. Ricordo la tensione sui volti dei dirigenti seduti con me in panchina, in modo particolare del dottor Sensi. Ma dopo una ventina di minuti le paure svanirono, il ragazzo era in gamba. Andarono in gol Angelini e Mancini per un 2-0 che ci riempì di gioia. Claudio Legge fu la classica ciliegina sulla torta e mi permise di allestire questa formazione tipo: Fracchiolla, Cerescioli, D´Andrea, Matteoni, Legge, Leonardi, Terlizzi, Caldarola, Angelini, Lobascio, Mancini".
Come si svolse e che conclusione ebbe questo primo campionato?
"Per quanto ci riguarda l'interpretammo in chiave di sfida contro il Villalba facendo la corsa su questa squadra, per ovvi motivi. Intanto per l´antica rivalità sempre presente tra le due società e le rispettive tifoserie e poi perché sulla panchina dei nostri cugini sedeva l´amico Antonio Bruno. In effetti all´inizio ci presero un certo vantaggio ma poi, col trascorrere del tempo li superammo abbondantemente di almeno otto punti terminando il campionato al terzo posto in classifica. Si trattò di un ottimo risultato ottenuto con una squadra forte in difesa, dinamica e brillante a centrocampo, prolifica in avanti con in prospettiva notevoli margini di miglioramento. Mi piace ricordare l´esito dei due confronti diretti con il Villalba. Il primo vinto in casa nostra con una rete di Lobascio e l´altro pareggiato al Todini per 1-1 con gol di Angelini. Per il resto tante belle partite sia a Guidonia che in trasferta frutto di un gioco piacevole e brillante realizzato da un gruppo omogeneo che giocando si divertiva e faceva divertire chi li guardava".


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